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Edifici vincolati, il 19% non si somma al 110 green

Gli immobili vincolati non sono esclusi dal Superbonus 110%, ma l’applicazione dell’agevolazione presenta caratteristiche peculiari per questi fabbricati. È questa la conclusione che si trae da alcune risposte dell’Agenzia contenute nella circolare 30/E del 22 dicembre.

Con la risposta 3.1.7 le Entrate affrontano il tema della cumulabilità tra il superbonus e la detrazione del 19% per le spese sostenute dai soggetti obbligati in base all’articolo 15, comma 1, lettera g), del Tuir, declinando alla nuova agevolazione (ovviamente su unità diverse da quelle accatastate in categoria A/1, A/8 ed A/9, queste ultime se non aperte al pubblico) i concetti già espressi in passato.

La normativa

Infatti, in base al comma 6 dell’articolo 16-bis Tuir la detrazione del 36-50% per le spese su interventi di ristrutturazione edilizia (e simili) è cumulabile (pur se ridotta al 50%) con le agevolazioni specifiche per gli immobili oggetto di vincolo. La regola vale anche per gli interventi da sismabonus (anche super), che trovano la loro “matrice” proprio alla lettera i) del comma 1 dell’articolo 16-bis, mentre per il cumulo con il “bonus facciate” vi è il “disco rosso” della circolare n. 2/E/2020.

Purtroppo, l’agenzia conferma il diniego (già presente nella circolare 19/E/2020) sul cumulo con gli interventi “ecobonus”. Per le agevolazioni cumulabili, oltre il limite di spesa ammesso al superbonus, la detrazione nella misura del 19% è calcolata, ovviamente, sull’intero importo di spesa eccedente.

Negli altri casi, invece, occorre scegliere e si applicherà la detrazione del 19% dove non vi sono le condizioni per accedere al superbonus né quelle per l’ecobonus “classico” al 65 per cento.

Da un punto di vista tecnico questa “scelta obbligata” non deve stupire: gli immobili soggetti a tutela in base all’articolo 136 del Dlgs 42/2004, non sono infatti obbligati al rispetto dei requisiti previsti per il miglioramento dell’efficienza energetica. Infatti, sono esterni al campo di applicazione del Dlgs 192/2005 qualora l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione, riscontri che il rispetto delle prescrizioni implichi un’alterazione sostanziale del carattere o aspetto storico, artistico e paesaggistico. Gli interventi sull’involucro dell’edificio sono quelli di più difficile realizzazione in presenza di vincoli architettonici e storici, mentre più compatibili sono quelli sul sistema impiantistico, normalmente “nascosto” alla vista.

Le due strade

Restano quindi possibili due strade, alternative, quando si interviene su edifici vincolati: se glli interventi energetici sono autorizzati si potrà ricorrere all’ecobonus, cumulabile con il sismabonus o il bonuis facciate. Qualora, invece, non sia possibile o poco conveniente effettuare interventi energetici resta solo il sisma bonusi ordinario o potenziato anbbinato al 19% di detrazione “classica”, che deve quindi essere valutata come opzione non complementare al bonus facciate.

Con la risposta 3.1.6 l’Agenzia ha affrontato il caso degli interventi trainati eseguiti su questi immobili in assenza dell’intervento trainante, come consentito dal comma 2 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio. Il dubbio riguardante il conseguimento del requisito del miglioramento delle due classi energetiche in edifici plurifamiliari è stato risolto facendo riferimento agli interventi. Per cui, se questi ultimi riguardano tutte le unità immobiliari riscaldate che compongono l’edificio, la verifica si esegue considerando l’intero edificio.

In caso contrario, la verifica va effettuata con riferimento alla singola unità immobiliare e l’asseverazione va predisposta utilizzando la procedura prevista per le unità funzionalmente indipendenti. Il vero problema è che, in assenza del trainante, il miglioramento delle due classi non è un obiettivo di facile portata: allo scopo, ad esempio, si può prendere in considerazione l’esecuzione del cappotto interno (risposta 3.1.5), con tutti i limiti tecnici e le difficoltà che questa soluzione comporta. Altro esempio di intervento è la sostituzione degli infissi, che negli edifici vincolati deve essere realizzata ricorrendo a materiali e forme estremamente specifiche, in modo da riproporre l’architettura originaria, con un incremento di difficoltà applicativa e costi (soprattutto se paragonati ai prezzari di riferimento).

Fonte: Il Sole 24Ore, Norme e Tributi del 29 dicembre 2020

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