Coronavirus - Aiuti e incentivi alle imprese

Pnrr e venture capital per finanziare le Pmi

Il pacchetto di incentivi fiscali 4.0 e le risorse per il venture capital sono i due principali canali di finanziamento per i processi di transizione digitale del sistema imprenditoriale, finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal Fondo nazionale complementare che al Pnrr è collegato.

Nel primo caso si tratta di crediti d’imposta, dunque incentivi automatici legati ai processi di innovazione del sistema manifatturiero. Nel secondo caso, attivando Cdp Venture, la Sgr della Cassa depositi e prestiti che si occupa dello sviluppo del venture capital, si è puntato in modo particolare sui progetti emergenti delle startup.

Sono stati invece tutti assegnati, e non c’è dunque spazio per nuove domande, la dote da 1,2 miliardi prevista sempre dal Pnrr per i finanziamenti gestiti dalla Simest per progetti di internazionalizzazione indirizzati anche alla digitalizzazione (oltre che alla transizione ecologica). E il 22 settembre, dopo un solo giorno, è stato chiuso per esaurimento delle risorse (45 milioni) lo sportello per richiedere i finanziamenti destinati a progetti di innovazione nei settori della blockchain, dell’intelligenza artificiale e dell’internet of things.

Transizione 4.0

Il Pnrr ha destinato agli incentivi 4.0 un finanziamento che arriva complessivamente a 18,5 miliardi sommando i 13,5 dei fondi europei e i 5 del Fondo nazionale complementare.

La prossima legge di bilancio potrebbe contenere novità significative sia sull’intensità degli aiuti sia sulla loro durata. Allo stato attuale, i crediti di imposta per gli investimenti in tecnologie digitali, l'ex “iperammortamento”, sono in vigore fino al 2025, con coda per le consegne a giugno 2026 in caso di acconto. Si chiude invece già a fine 2022 l’era del vecchio “superammortamento”, cioè il credito d’imposta sui macchinari tradizionali.

Per ora, con il “decreto aiuti” dello scorso maggio, sono stati rivisti il credito di imposta per le spese in formazione 4.0 e quello per l’acquisto o il leasing dei beni immateriali 4.0, in pratica i software. Il primo è stato rafforzato per le micro-piccole (dal 50 al 70%) e per le medie imprese (dal 40 al 50%). È rimasto immutato invece il beneficio per le grandi imprese, sempre al 30 per cento. Ma l’iter sarà più selettivo, perché per beneficiare delle aliquote maggiorate è obbligatorio ricorrere ad attività di formazione fornite da soggetti certificati dal ministero dello Sviluppo economico in corso di adozione. Per quanto riguarda i software 4.0, il beneficio fiscale è stato innalzato dal 20 al 50 per cento.

Venture capital

Con il Pnrr è stato finanziato anche un nuovo fondo gestito da Cdp Venture per promuovere il capitale di rischio nelle startup attive nei settori dell’innovazione digitale.

Il Digital transition fund, con una dote di 300 milioni, ha l’obiettivo di sostenere, entro il 30 giugno 2025, almeno 250 imprese target, con particolare riguardo alle Pmi delle filiere della transizione digitale e le piccole e medie imprese che realizzano progetti innovativi, anche già avviati (non prima del 1° febbraio 2020) ma caratterizzati da significativo grado di scalabilità. I settori di riferimento sono intelligenza artificiale, cloud, assistenza sanitaria, Industria 4.0, cybersecurity, fintech e blockchain.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Rapporti dell'11 ottobre 2022

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