Legge di Bilancio 2021: principali novità

Via libera alla Legge di Bilancio 2021, approvata in Senato con 156 voti a favore, 124 contrari e 0 astenuti. Il testo della legge n.178 del 30 dicembre 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, rendendo dunque definitiva la manovra di 40 miliardi di euro ripartiti tra sostegni a imprese, famiglie, lavoro e fisco.

Tra le novità principali, la Legge di Bilancio 2021 ritocca la disciplina dei crediti d’imposta facenti parte del Piano Transizione 4.0.

Il credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi è infatti riconosciuto per le spese sostenute dal 16 novembre 2020 con le seguenti modalità:

  • Per investimenti in beni materiali e immateriali non funzionali alla trasformazione tecnologica Industria 4.0 effettuati fino al 31 dicembre 2021 (30 giugno 2022 con ordini e acconti del 20% entro il 2021) il credito d’imposta è pari al 10% del costo di acquisto, aumentato al 15% per interventi volti alla modalità di lavoro agile; per investimenti effettuati nel 2022 il credito d’imposta spetta nella misura del 6%. L’agevolazione è riconosciuta anche agli esercenti arti e professioni.
  • Per i beni materiali Industria 4.0 acquisiti entro il 31 dicembre 2021 (30 giugno 2022 con ordini e acconti del 20% entro il 2021) il credito di imposta è del 50% sul costo di acquisto fino a 2,5 milioni di euro, del 30% tra 2,5 milioni e 10 milioni di euro e del 10% tra 10 milioni e 20 milioni di euro.
  • Per i beni materiali Industria 4.0 acquisiti tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022 (30 giugno 2023 con ordini e acconti del 20% entro il 2022) il credito di imposta è pari al 40% sul costo di acquisto fino a 2,5 milioni di euro, al 20% tra 2,5 milioni e 10 milioni di euro e al 10% tra 10 milioni e 20 milioni di euro.
  • Per i beni immateriali Industria 4.0 acquisiti entro il 31 dicembre 2022 (30 giugno 2023 con ordini e acconti del 20% entro il 2022) il credito di imposta è pari al 20% su un costo massimo di un milione di euro.

Il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo a partire dall’anno di entrata in funzione o di interconnessione dei beni strumentali acquisiti.

Sono riconosciuti fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2022:

  • il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo nella misura del 20% fino ad un massimo di 4.000.000 euro;
  • il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica in misura pari al 10%, nel limite massimo di 2 milioni di euro;
  • il credito d'imposta per gli investimenti in innovazione tecnologica: nella misura del 10%, fino ad un massimo di 2 milioni di euro;
  • il credito d'imposta per gli investimenti in innovazione green e digitale: nella misura del 15%, fino a un massimo di 2 milioni di euro.

Il credito d’imposta per la formazione nel settore delle tecnologie Industria 4.0 si applica anche alle spese sostenute nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022.

Inoltre per sostenere gli investimenti produttivi ad alto contenuto tecnologico nel quadro del programma Next Generation EU e delle missioni strategiche relative all'innovazione e alla coesione sociale e territoriale, sono attribuiti 250 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 per l'erogazione di contributi pari al 40% di investimenti in macchinari, impianti e attrezzature produttive.

Importanti novità anche per le imprese operanti nelle Regioni del Mezzogiorno:

  • disposta la proroga al 2029 della misura Decontribuzione Sud, che prevede un esonero contributivo per le assunzioni effettuate nel Sud Italia secondo le seguenti aliquote:
    • 30% fino al 2025
    • 20% nel biennio 2026-2027
    • 10% per gli anni 2028-2029.
  • aumento dell'età massima per accedere alla misura Resto al Sud: fino a 55 anni sarà possibile avviare una nuova attività imprenditoriale nelle regioni del Sud e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017.

Di particolare importanza l’estensione fino al 31 dicembre 2022 del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nel Mezzogiorno e del credito d’imposta per investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo rafforzato per le imprese del Sud.

Per quest’ultima misura le aliquote potenziate corrispondono al 25% per le grandi imprese, 35% per le medie imprese e 45% per le piccole imprese.

Inoltre, per le imprese che avviano una nuova iniziativa economica nelle ZES (Zone Economiche Speciali), l’imposta sul reddito derivante dalle attività è ridotta del 50% a decorrere dal pe­riodo d’imposta nel corso del quale è stata intrapresa la nuova attività e per i sei pe­riodi d’imposta successivi. È necessario tuttavia che le imprese beneficiarie mantengano la loro attività nella ZES per almeno 10 anni conservando, per lo stesso lasso di tempo, i posti di lavoro.

Un altro intervento della manovra riguarda la Nuova Sabatini, il cui contributo sarà concesso in un’unica soluzione e non più in quote separate.

Riconferma importante è quella relativa al bonus pubblicità, la cui disciplina speciale, introdotta per il 2020 dal Decreto Rilancio viene prorogata per il biennio 2021-2022. Il credito d’imposta sarà concesso nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale, entro il limite massimo di 50.000.000 euro per ciascun anno. Dalla lettura della disposizione emerge che, nel 2021 e nel 2022, saranno esclusi dall’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione gli investimenti pubblicitari sulle emittenti radio-televisive.

La base di calcolo dell’agevolazione sarà costituita dall’intero valore dell’investimento pubblicitario effettuato e non dal valore incrementale: il beneficio spetterà in relazione agli investimenti programmati ed effettuati (nel 2021 ovvero nel 2022). Non sarà necessario, pertanto, aver sostenuto nell’anno precedente analoghi investimenti sugli stessi mezzi di informazione.

Rinnovati per gli anni 2021 e 2022 anche il bonus edicole e il credito d'imposta per i servizi digitali, introdotto dall’art. 190 del decreto Rilancio (d.l. n. 34/2020), riconosciuto alle imprese editrici di quotidiani e di periodici che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato.

In ordine alle misure relative alla liquidità e ricapitalizzazione delle imprese, la nuova Legge di Bilancio 2021 dispone la proroga al 30 giugno 2021 della disciplina straordinaria del Fondo di Garanzia per le PMI, per il quale sono stanziati 500 milioni di euro per l’annualità 2022 e 1.000 milioni di euro per l’annualità 2023, 1.500 milioni di euro per l’annualità 2024, 1.000 milioni di euro per l’annualità 2025 e 500 milioni di euro per l’annualità 2026.

Ulteriore novità che si registra per l’operatività del Fondo di Garanzia è il prolungamento della durata massima dei micro prestiti fino a 30.000 euro che passano da 10 a 15 anni con la possibilità anche di poter prolungare quelli già concessi prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021.

Sono prorogate al 30 giugno 2021 anche la moratoria straordinaria per le micro, piccole e medie imprese ex art. 56, comma 2 del d.l. Cura Italia nonché la Garanzia Italia concessa da SACE S.p.A.

La sospensione dei finanziamenti di cui all’art. 56, comma 2 del d.l. Cura Italia e l’accesso al Fondo di Garanzia vengono estese, sino al 30 giugno 2021, anche alle società di agenti in attività finanziaria, alle società di mediazione creditizia, nonché alle società disciplinate dal testo unico bancario.

Inoltre, dal 1° marzo 2021 al 30 giugno 2021, le mid-cap (imprese tra 250 dipendenti e 499 dipendenti) non potranno più accedere al Fondo PMI ma saranno ammesse alla garanzia SACE alle stesse condizioni agevolate, con copertura al 90% del finanziamento, per un importo massimo garantito di 5 milioni di euro, o di importo inferiore in caso di capitale non rimborsato da eventuali finanziamenti già assistiti dalla garanzia del Fondo PMI.

Anche il Fondo PMI viene esteso al 30 giugno 2021, favorendo la ricapitalizzazione delle imprese che nel corso del lockdown hanno registrato un calo dei ricavi rispetto all’esercizio 2019. Per l’anno 2021, il Fondo PMI consentirà la sottoscrizione nel limite massimo di 1 miliardo di euro. Importante novità che si segnala è l’incremento dell’aliquota del credito d’imposta sulle perdite (per la società destinataria del conferimento in denaro) che passa dal 30% al 50% dell’aumento di capitale effettuato.

Infine, per dare impulso alla sostenibilità del Paese, SACE S.p.A. rilascerà garanzie per progetti green fino ad un importo massimo di 2.500 milioni di euro.

Nessuna sorpresa per il rifinanziamento delle misure Simest per l'internazionalizzazione: la dotazione del fondo rotativo 394/1981, e' incrementata di 1.085 milioni di euro per l'anno 2021 e di 140 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

Con riferimento alle maggiori novità in tema di lavoro e occupazione, rilevante è la modifica della disciplina dell’esonero contributivo per l’assunzione di giovani, che prevede per le nuove assunzioni a tempo in­determinato e per le trasformazioni dei con­tratti da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022, l’esonero nella misura del 100% per un periodo massimo di tren­tasei mesi e nel limite massimo di 6.000 euro annui, con riferimento ai soggetti che alla data della prima assunzione incentivata abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età. L’esonero è riconosciuto per un periodo mas­simo di quarantotto mesi ai datori di lavoro privati che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle seguenti re­gioni: Abruzzo, Molise, Campania, Basili­cata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

Tale agevolazione spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano, nei 9 mesi successivi alla stessa, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

È inoltre previsto, per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022 un esonero contributivo pari al 100% nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui. Le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedente. 

In materia di CIG, sono concesse altre 12 settimane di trattamenti di cassa integrazione ordinaria e in deroga e di assegno ordinario, collocate nel periodo ricompreso tra:
  • il 1° gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 per i trattamenti di cassa integrazione ordinaria;
  • il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 per i trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione in deroga, nonché in tema di trattamenti di integrazione salariale.
Le 12 settimane costituiscono la durata massima che può essere richiesta con causale Covid-19.

Ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedano i suddetti interventi di integrazione salariale è riconosciuto un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un periodo massimo di 8 settimane, fruibile entro il 31 marzo 2021. Tale esonero è attribuito nei limiti delle ore di integrazione salariale riconosciute nei mesi di maggio e giugno 2020 ed è, entro tale ambito, riparametrato ed applicato su scala mensile.
 
E' concesso infine un ulteriore periodo di 90 giorni di trattamento di integrazione salariale nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2021 per i lavoratori dipendenti agricoli a tempo indeterminato (CISOA).

Tutti i predetti benefici sono riconosciuti anche in favore dei lavoratori assunti dopo il 25 marzo 2020 e in ogni caso in forza al 1° gennaio 2021.

Il blocco dei licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e a quelli collettivi per motivi economici è esteso al 31 marzo 2021.

La manovra interviene anche sulla disciplina del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro di cui all’art. 120 del decreto Rilancio modificando il termine previsto per utilizzare l’agevolazione fiscale:
  • il credito è fruibile dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 e non più per tutto il 2021;
  • è possibile esercitare l’opzione della cessione del credito d’imposta, entro il 30 giugno 2021.

Rafforzamento importante anche per la c.d. "Nuova Marcora" che sostiene la nascita e lo sviluppo di imprese cooperative costituite dai lavoratori, per il recupero di aziende in crisi e processi di ristrutturazione e riconversione. Il fondo è incrementato di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

In tema di incentivi per le PMI viene prorogato al 31 dicembre 2021 il credito d’imposta per le spese di consulenza relative all’avvio di una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato Ue o dello Spazio economico europeo, a condizione, però, che l’ammissione sia ottenuta.

Viene altresì modificata la disciplina dei contratti di sviluppo per programmi di investimento che prevedono interventi da rea­lizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse: la soglia di accesso è fissata in 7.5 milioni di euro con un investimento minimo pari a 3.000.000 euro.

Tra le novità sicuramente più rilevanti rientrano quelle relative al bonus auto: è confermato per il 2021 il contributo statale per l’acquisto di autoveicoli nuovi a ridotte emissioni di CO2, con importanti novità rispetto al 2020.

Per l’acquisto di auto con emissioni da 0 a 60 g/km di CO2, il contributo statale è pari a:

  • 2.000 euro nel caso di rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad euro 6, immatricolato prima del 1° gennaio 2011;
  • 1.000 euro in mancanza di rottamazione.

Il contributo è concesso a condizione che il venditore riconosca uno sconto analogo all’aiuto statale e che il veicolo nuovo abbia un prezzo ufficiale inferiore a 50.000 euro al netto dell’IVA. Analogamente a quanto previsto nel 2020, il contributo è cumulabile con il c.d. ecobonus per l’acquisto di veicoli elettrici ed ibridi previsto dal co. 1031 della legge di Bilancio 2019 per gli anni 2020 e 2021.

Per la fascia 61 g/km a 135 g/km (per il 2020 la soglia massima di emissioni prevista era limitata ai 110 g/km), il contributo statale, invece, è pari a 1.500 euro con contestuale rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad Euro 6 e che sia stato immatricolato prima del 1° gennaio 2011. In tal caso, perché l’incentivo venga riconosciuto, il venditore deve effettuare uno sconto di 2.000 euro e il veicolo nuovo deve avere un prezzo ufficiale inferiore a 40.000 euro al netto dell’IVA. Gli autoveicoli nuovi devono essere di classe non inferiore ad Euro 6 di ultima generazione e gli acquisti dovranno essere effettuati dal 1° gennaio al 30 giugno 2021.

Bonus veicoli anche per il trasporto merci: la manovra, infatti, introduce un contributo per chi acquista in Italia, a decorrere dal 1° gennaio 2021 e fino al 30 giugno 2021, veicoli per il trasporto merci nuovi di categoria N1 (fino a 3,5 tonnellate) nonché autoveicoli speciali di categoria M1 nuovi di fabbrica. Il contributo è differenziato in base alla Massa Totale a Terra (MTT) del veicolo, all’alimentazione ed all’eventuale rottamazione di un veicolo della medesima categoria fino ad Euro 4: l’entità dell’aiuto varia da 1.200 a 8.000 euro nel caso di rottamazione, mentre - in mancanza di rottamazione - il contributo va da un minimo di 800 euro fino a 6.400 euro.

Non mancano gli incentivi per la mobilità sostenibile, grazie alla previsione di contributi per l’acquisto di veicoli elettrici: è previsto un contributo pari al 40% del prezzo per i nuclei familiari con ISEE inferiore a 30.000 euro che acquistano in Italia, entro il 31 dicembre 2021, anche in locazione finanziaria, veicoli nuovi di fabbrica alimentati esclusivamente ad energia elettrica, di potenza inferiore o uguale a 150 kW, di categoria M1, che abbiano un prezzo risultante dal listino prezzi ufficiale della casa automobilistica produttrice inferiore a 30.000 euro al netto dell’IVA.

Dal punto di vista fiscale, la manovra proroga fino al 31 dicembre 2021 le detrazioni spettanti per interventi di efficienza energetica e di tipo edilizio, tra cui il Bonus Facciate, l'Ecobonus e il Sismabonus. Per il Superbonus 110% è prevista la proroga fino al 30 giugno 2022 (per gli istituti autonomi case popolari - IACP - fino al 31 dicembre 2022).

Meritano infine considerazione le risorse stanziate per dar vita ad una serie di Fondi a sostegno di imprese operanti in settori produttivi differenti, a titolo esemplificativo: imprenditoria femminile, imprese creative, credito d’imposta per cuochi professionisti, filiera agricola e apistica, settore vitivinicolo e tessile, nonché un fondo per promuovere investimenti nel settore della raffinazione e della bioraffinazione nelle Regioni del Sud Italia. Le modalità operative dei vari Fondi verranno tuttavia rese note attraverso l’emanazione di appositi decreti attuativi da parte dei Ministeri di competenza.

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione

Copyright ® Telematica Italia S.r.l. 2021 - Tutti i diritti riservati